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 In Emilia Romagna calano gli infortuni e le morti bianche

L’andamento degli infortuni in Emilia Romagna nel 2009 registra un calo del 13,1% (da 123.712 nel 2008 a 107.564 nel 2009), superiore alla media nazionale che si attesta su valori del  -9,7% , ma anche alla media del nord-est (-12,8%).



L’andamento degli infortuni in Emilia Romagna nel 2009* registra un calo del 13,1% (da 123.712 nel 2008 a 107.564 nel 2009), superiore alla media nazionale che si attesta su valori del  -9,7% , ma anche alla media del nord-est (-12,8%).
Da rilevare che lo scostamento 2008/2007 è stato pari al -5,3%. Pertanto, nonostante il fatto  che il 2009 sia stato un anno fortemente condizionato dalla crisi economica, con conseguente riduzione dell’occupazione, il calo registrato deve ritenersi positivo.
 Consideriamo inoltre che dei 107.564 infortuni denunciati, 15.639 sono infortuni stradali (-12,1% rispetto al 2008), cioè da circolazione stradale  e, di questi ultimi, ben 11.555 sono in itinere, cioè avvenuti nel tratto casa-lavoro o viceversa (-8,1% rispetto al 2008).

Il dato si fa ancora più significativo  se consideriamo il numero degli infortuni mortali: da 117  nel 2008 a 93 nel 2009,  con un decremento pari al -20,5%, a fronte di una stabilità del dato nel biennio precedente.
Dei complessivi 93 casi mortali, 19 hanno riguardato lavoratori stranieri. Rispetto a questi ultimi, inoltre, si registra un dato rilevante: -19,7% degli infortuni denunciati rispetto al 2008, a fronte del +2% registrato lo scorso anno rispetto al 2007.
Infine, rispetto ai 93 mortali, 53 casi riguardano infortuni stradali e, di questi,  23 in itinere. Risulta, pertanto, confermata l’ incidenza degli infortuni mortali stradali rispetto al totale, che si attesta anche per il 2009 su una percentuale superiore al 50%.
A fronte di una generalizzata diminuzione degli infortuni, sono in aumento le denunce delle malattie professionali: +10,9% rispetto al 2008 (da 4.433 al 4914). Il dato va letto in termini positivi, in quanto è conseguenza di una capillare attività volta a sensibilizzare sia i medici che i lavoratori in merito alla necessità di segnalazione delle “malattie nascoste”.

* La rilevazione dei dati è effettuata al 30.4.2010

fonte inail.it

Commento: E' palese il fatto che il dato positivo del calo degli incidenti sul lavoro va commisurato anche con la diminuzione del monte ore lavorate in ragione della crisi e della conseguente CIG. Per questi motivi occorre un approfondimento per "tarare" con precisione  il fenomeno positivo del calo. Quanto del calo è attribuibile ad un miglioramento della qualità della gestione dei rischi nelle imprese e quanto invece è attribuibile al minor numenro di ore lavorate. Questo è il quesito su cui tentare un approfondimento

Gino Rubini (editor diarioprevenzione)



 
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