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Il calo degli infortuni e delle vittime in termini assoluti non tiene conto che il settore è in crisi e l'occupazione è diminuita. La tendenza degli incidenti è al rialzo, colpa della deregolamentazione
Stando ai dati Inail, nel 2009 gli infortuni nei cantieri sono diminuiti del 16,2% e le morti dell’1,4% rispetto all’anno precedente. Tuttavia, se si considera la crisi del settore scopriamo il contrario, cioè che la tendenza è in aumento. Facendo il raffronto con il numero di ore lavorate (sceso del 4,05%), si scopre infatti che i decessi aumentano addirittura del 15,8%; prendendo invece in considerazione il numero degli addetti (crollato da 693mila a 616mila) le vittime salgono dell’11,8%.
In poche parole, diminuisce il lavoro e aumentano i morti nei cantieri. È questo il trend registrato dalla Fillea Cgil, che oggi (22 luglio) ha illustrato i dati in una conferenza stampa a Milano. La sigla di categoria ha incrociato i numeri dell’Inail con quelli della Casse edili, scoprendo tra l'altro che nel 2008 c’è stato un incidente mortale ogni 3.172.774 ore, nel 2009 uno ogni 2.739.329 ore.
Una situazione che il segretario generale Fillea, Walter Schiavella, addebita principalmente alla modifica del codice sugli appalti, approvata senza un confronto con le parti sociali. “È in corso - ha spiegato il sindacalista - un processo che il presidente del Consiglio e il ministro del Lavoro definiscono di semplificazione, ma in realtà siamo di fronte a una determinata e lucida azione di deregolamentazione che ha generato un mercato protetto dei grandi appalti nelle mani delle cricche, e dall’altra tutto il resto, lasciato nelle mani di un ‘laissez-faire’ senza regole e controlli”.
fonte:rassegna.it |